Il Foro Romano, i Fori Imperiali ed il Palatino costituiscono la città archeologica di Roma.
Fu Cesare che impostò organicamente, anche da un punto di vista urbanistico, il problema dei fori, risultando ormai insufficiente il foro repubblicano; iniziò con lui la sistemazione di queste piazze, continuata dagli altri imperatori, conclusa con Traiano, i quali lasciarono il loro nome legato a queste caratteristiche costruzioni.
Di solito le grandi piazze, di forma rettangolare, erano chiuse tutte intorno da portici, mentre sulla parete di fondo si innalzava il tempio dedicato a una divinità che aveva rapporti particolari con l'imperatore (nel Foro di Cesare il Tempio di Venere Genitrice, nel Foro di Augusto quello di Marte Ultore, in quello di Vespasiano il Tempio della Pace, in quello di Nerva il Tempio di Minerva). Il Foro di Traiano si differenziava per la sua tipologia dagli altri fori: il lato di fondo era totalmente occupato dalla Basilica Ulpia, dietro la quale erano costruiti due edifici adibiti a biblioteche, l'una greca, l'altra latina, in mezzo alla quale si ergeva la famosa colonna.
Sul Palatino, il luogo nel quale sorsero i primi insediamenti della città, sono ancora visibili l'Antiquarium, la Casa di Livia, il Tempio della Magna Mater, la Domus Flavia e la Domus Severiana.
Nelle vicinanze è situato il Colosseo.
Costruito sopra un lago artificiale i lavori iniziarono nel 79 d.C da Vespasiano e terminarono sotto Domiziano. Inaugurato da Tito nel 80 per i 100 giorni di sport e giochi è composto da tre ordini di arcate e da un attico con finestre. La facciata dell'anfiteatro originariamente era alta 50 metri mentre l'arena di forma ellittica, distribuita in 86m di lunghezza x 54m di larghezza, poteva contenere 50.000 posti.
Dirigendosi verso l'antica Via Lata, successivamente Corso Umberto e quindi Via del Corso,
si ha sulla destra l'Altare della Patria,
iniziato da Giuseppe Sacconi nel 1884 e
successivamente costruito sotto la direzione di Gaetano Koch, Pio Piacentini e Manfredo Manfredi, il monumento venne inaugurato da Vittorio Emanuele III nel cinquantenario dell'Unità d'Italia.
Più avanti sulla sinistra una scalinata conduce a Piazza del Campidoglio,
progettata da Michelangelo Buonarroti, il quale la orientò verso la Basilica di San Pietro impostando così una prospettiva rovesciata.
Dal Corso si raggiunge la Fontana di Trevi.
Progettata da Nicola Salvi, il tema è il mare: vi è rappresentato un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini che sono preceduti da tritoni e dalla grande statua di Oceano. La fontana, così elaborata, costituisce un perfetto esempio di fusione di scultura e architettura barocca.
Non distante, attraversando Via del Tritone, si arriva a Piazza di Spagna.
Nel 1502 sull'altura sovrastante la piazza s'incominciò a costruire la chiesa francese di Trinità dei Monti, consacrata ed eretta a titolo cardinalizio nel 1587 da Sisto V. Le comunicazioni con la piazza sovrastante vennero assicurate da due viottoli in curva, alberati e separati da un pendio scosceso. Dal Cinquecento s'impone il progetto di una scalinata di raccordo con la chiesa. Nel giro di pochi anni [1723-1726] nasce la scalinata, che si propone come una grandiosa scena teatrale. I 138 scalini tra Trinità dei Monti e Piazza di Spagna diventano così il terzo polo del Tridente (insieme con Piazza del Popolo e il porto di Ripetta).
La scalinata inoltre non è posta sull'asse della chiesa superiore o della Barcaccia e di via Condotti sottostanti; in tal modo la mancanza di una simmetria favorisce una prospettiva libera in continuo movimento, secondo l'andamento alterno delle rampe, dell'anfiteatro e dei ripiani di sosta.
Percorrendo da qui Via del Babuino si raggiunge la Porta e la Piazza del Popolo. Nel 1562-65 la facciata esterna di Porta del Popolo è sistemata da Nanni di Baccio Bigio, su committenza di Pio IV Medici; nel 1655, sotto Alessandro VII Chigi, Gian Lorenzo Bernini sistema la facciata interna ed il cornicione superiore. Nel XVI-XVII secolo la porta è ancora ad un solo fornice, perché i due fornici laterali sono un'invenzione del 1878-79, quando furono abbattute le due torri che fortificavano la porta.
L'ultima rielaborazione architettonica della piazza è del 1834, per opera del Valadier.
Da qui, riprendendo il Corso, si raggiunge Piazza San Lorenzo in Lucina e quindi il Pantheon.
E' l'imperatore Adriano tra il 118 ed il 125 dopo Cristo a far ricostruire completamente il tempio voluto da Agrippa, rovesciandone l'orientamento di 180 gradi e aprendo davanti al nuovo tempio una grande piazza porticata. L'innovazione è rappresentata dall'accostamento d'un edificio rotondo [coperto da una cupola perfetamente emisferica] a un pronào rettangolare e colonnato [largo oltre 33 metri e lungo 15,50]; in pratica alle prima visione esterna d'un tempio canonico con le sue colonne massicce, segue una visione interna predisposta in modo che il visitatore percepisca uno spazio unitario, corrispondente al volume d'una sfera. Tutto l'edificio insiste su una fondazione anulare in calcestruzzo, larga oltre 7 metri e spessa 4.50; un muro circolare, spesso 6 metri, intervallato da nicchie ed esedre, sorregge il tamburo alto più di 30 metri; la cupola a cinque ordini di cassettoni ha un diametro di 43,30 metri e si apre con un occhio centrale del diametro di 9 metri, che illumina tutto il vano interno.
Dalla Piazza del Pantheon seguendo le indicazioni si raggiunge Piazza Navona.
Nell'antica Roma era costituita dallo stadio lungo 276 metri e largo 54 che venne edificato da Domiziano e restaurato da Alessandro Severo.
Da Corso Vittorio Emanuele II si arriva alla Basilica di San Pietro, preceduta
dal colonnato di San Pietro. Progettato da Gianlorenzo Bernini rappresenta la prima architettura di Roma realizzata all'aperto mentre l'interno della basilica è risaltato dal baldacchino realizzato dallo stesso Bernini e dai monumenti scolpiti per l'occasione dagli architetti più illustri del Rinascimento e del Barocco. Particolarmente suggestiva è la salita alla cupola che offre una bella panoramica sulla città. Da visitare inoltre il
Museo del Tesoro, le Sacre Grotte Vaticane, visitabili dalle 7 del mattino fino alla chiusura, dove è sepolto Giovanni Paolo II.
Nelle vicinanze sono situati i Musei Vaticani e proseguendo sul lungotevere s'incontra il Castel S.Angelo,
la cui costruzione iniziò attorno al 123 d.C su iniziativa dell'Imperatore Adriano e terminò nel 138, un anno dopo la sua morte. Inizialmente doveva ospitare il mausoleo della famiglia imperiale. Difatti all'interno erano state create tre aule sovrapposte per le tombe ed una rampa elicoidale, mentre per accedervi venne costruito il 'pons aelius', l'odierno Ponte S.Angelo. La modifica successiva è opera di Aureliano, Imperatore tra il 270 e il 275, che trasformerà il castello in avamposto fortificato con la costruzione delle mura e delle torri. I quattro bastioni angolari vennero aggiunti però molto più tardi, prima sotto Niccolò V, tra il 1328 e il 1330 con il Bastione S.Marco, a nord, S.Luca, a est, S.Giovanni, a sud, e tra il 1492 e il 1503, con il Pontefice Alessandro VI, il quale ordinò l'aggiunta di un quarto, il Bastione S.Matteo, situato a ovest.
Proseguendo l'itinerario, dopo aver raggiunto Villa Borghese, si può continuare per la Via Nomentana dove sono situati i Musei di Villa Torlonia. Continuando su questa strada, a quaranta minuti da Roma, si arriva a Tivoli a Villa d'Este, celebre per i suoi giardini e le fontane