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La più antica chiesa del mondo è la chiesa titolare del Vescovato di Roma. Fu fondata sotto il pontificato di Melchiade [311-314] sul luogo dove gli scavi hanno rinvenuto una domus del III e del I secolo d.C che nel secondo secolo fu sostituita dalla seconda caserma della guardia a cavallo dell’Imperatore. [La ‘Castra Nova Equitum Singularium’] Sarà questo l’edificio ad essere tagliato, durante l’impero di Costantino, per costruire la nuova basilica, il cui schema riprendeva quello di San Pietro. Consacrata nel 342 da Silvestro I, più volte danneggiata fu ricostruita nel XIV secolo da Urbano V mentre durante il pontificato di Sisto V venne aggiunta la Loggia delle Benedizioni. A Clemente VIII si deve la nuova decorazione del transetto, a Innocenzo X la rielaborazione delle navate, affidata a Borromini. La facciata in laterizio, risalente al XII, resistette fino al 1732 quando in seguito al concorso fu sostituita dal progetto di Alessandro Galilei. [1732-35] Quella odierna si presenta con un ordine colossale di paraste e semicolonne corinzie che sorregge la trabeazione con timpano centrale e la balaustra coronata da quindici statue di Cristo, dei Ss.Giovanni Battista ed Evangelista e dei dottori della Chiesa. L’interno, lungo 130 metri, è diviso in cinque navate scandite da colonne, con transetto poco sporgente e abside. Il soffitto della navata centrale fu iniziato nel 1562 ed ultimato nel 1567. Gli ornati sono di Daniele da Volterra, autore inoltre della celebre ‘Deposizione’ in Trinità dei Monti. Contro i pilastri della navata centrale spiccano dodici edicole, disegnate da Borromini, entro le quali furono collocate prima del 1718 colossali statue di apostoli. Sopra le colonne ‘Scene del Vecchio e del Nuovo Testamento’ altorilievi in stucco disegnati da Alessandro Algardi, autore Della ‘Cacciata dal Paradiso’ ‘Battesimo’, ‘Crocifissione’ ‘Resurrezione’. Gli altri altorilievi furono scolpiti da Ercole Antonio Raggi e Giovanni Francesco Rossi. Più in alto sono situati entro cornici ovali figure di profeti. In fondo alla navata è disposto il prezioso tabernacolo ogivale di tarda derivazione dallo stile di Arnolfo di Cambio realizzato da Giovanni di Stefano per Urbano V nel 1367. L’esterno è ornato da dodici riquadri in affresco attribuiti a Barna da Siena [1367] ritoccati in seguito da Antoniazzo Romano e Fiorenzo di Lorenzo. Sulla navata destra nella prima Cappella Orsini ‘Immacolata’ di Placido Costanzi [1729] Nella seconda, Cappella Torlonia, di gusto neoclassico, ‘Deposizione’ altorilievo di Pietro Tenerani. [1844] Nella terza, la Cappella Massimo elaborata da Giacomo Della Porta, [1564-70] la Crocifissione dipinta dal Sermoneta. [1575] Subito dopo la tomba cosmatesca del cardinale Casati di Milano [1287] e il sepolcro del cardinale Antonio Martino De Chaves [1447] con sculture di Isaia da Pisa. Nella navata intermedia di destra s’incontra la tomba del cardinale Ranuccio Farnese [m.1565] su disegno del Vignola. All’altezza del primo pilastro ‘Bonifacio VIII proclama il Giubileo del 1300’ affresco di Giotto. Nella navata sinistra, nella prima Cappella Corsini, mosaico di S.Andrea Corsini di Alessandro Galilei sull’originale di Guido Reni. Nella seconda, Cappella Antonelli, ‘Volto della Vergine’ frammento di tavola del XV inserito nell’affresco di Filippo Odazzi. Nella terza cappella il Crocifisso attribuito a Stefano Maderno. Nella quarta stucchi nella volta di Filippo Carcani. All’ultimo pilastro destro della navata intermedia sepolcro di Elena Savelli con architettura e bronzi di Jacopo del Duca. [1570] Il transetto, rinnovato nel 1597-1601 da Giacomo della Porta e dal Cavalier d’Arpino, rappresenta la testimonianza più importante del Manierismo romano: sulla parte destra ‘S.Barnaba’ di G.B.Ricci, ‘S.Bartolomeo’ di Paris Nogari, ‘S.Simone’ di Cristoforo Roncalli detto Pomarancio. Sulla parte sinistra 'Trasfigurazione' del Cavalier d'Arpino, sopra l'Altare del Sacramento, ‘S.Taddeo’ di Orazio Gentileschi, ‘S.Tommaso’ di Cesare Nebbia, ‘S.Filippo’ di Giovanni Baglione, ‘Fondazione della Basilica’ del Nogari, ‘San Paolo e due santi dottori’ del Nebbia, ‘Apparizione del santo volto’ e ‘Costantino dona gli arredi alla basilica’ del Baglione. Il presbiterio e l’abside sono invece un rifacimento del tempo di Leone XIII, in cui si ripetono le forme antiche, eseguito da Francesco Vespignani sul disegno del padre Virginio. [1884-86] Il mosaico disposto nell’abside è il capolavoro di Jacopo Torriti [1291] e rappresenta una delle testimonianze più importanti della pittura medievale. A sinistra dell’abside si entra nella sagrestia vecchia in cui è situata l’Annunciazione dipinta da Marcello Venusti su disegno di Michelangelo. Da visitare inoltre il chiostro, capolavoro d’arte cosmatesca, costruito nel 1215-32 dal Vassalletto: le arcatelle poggiano su colonnine binate ed alcune sono decorate a mosaico

Descrizione del Battistero Lateranense

Indirizzo: Piazza San Giovanni in Laterano 4





 
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