La basilica, voluta dal pontefice Simmaco, sorge sull'antica 'Titulus Equitii'.
Dedicata ai Ss.Silvestro e Martino fu riedificata da Sergio II. La veste attuale risale ai restauri
iniziati nel 1636. L'interno è a tre navate, divise da colonne antiche con capitelli compositi su cui poggia la trabeazione.
Sopra questa i medaglioni in stucco e statue di santi di Pietro Paolo Naldini, circa 1655).
Le navate laterali conservano bei soffitti lignei seicenteschi monocromi a rilievo e, sulle pareti, affreschi di Gaspar Dughet e prospettive di Filippo Gagliardi.
Nella navata destra al primo altare 'Santa Maria Maddalena de Pazzi' di Matteo Piccione (1647), nella seconda
'Estasi di Santa Teresa di Gesù' di Giovanni Greppi, nella terza 'San Martino' di Fabrizio Chiari.
La scalinata centrale scende alla scenografica cripta del Gagliardi, (1650) con profusione di colonne doriche e, sulle volte, stucchi del Naldini.
Dalla cripta si accede a sinistra a una suggestiva aula, coperta da volte a crociera su pilastri e preceduta da un vestibolo, databile al secolo III
e facente parte del 'Titulus'; in essa sono frammenti architettonici romani e medievali,
resti di affreschi del IX, un ciborietto cosmatesco e un mosaico del VI secolo. Nella navata sinistra al secondo altare 'S.Alberto Carmelitano' di Girolamo Muziano, (1575)
al primo 'S.Angelo' di Pietro Testa. (1646). All'inizio della navata 'S.Cirillo battezza un sultano', affresco di Jan Miel (1651) e la Cappella della Madonna del Carmine, eretta per munificenza di Caterina de' Nobili. Completamente rinnovata nella forma attuale tra il 1790 e il 1793 sotto la direzione e su disegno di Andrea De Dominicis, custodisce l'immagine della Madonna opera di Girolamo Massei del 1595