Nota fin dal 1177 fu riedificata nel 1449 per essere ricostruita nel 1594 su disegno di Ottaviano Mascherino, ma completata soltanto nel 1734 da Ludovico Rusconi Sassi, mentre la facciata, con protiro a colonne corinzie di Rinaldo Rinaldi, fu aggiunta nel 1862 da Camillo Guglielmetti. L’interno, pianificato dal Mascherino che riprende temi palladiani, è strutturato con tre cappelle per lato scandite da 34 colonne corinzie che girano appaiate sotto una robusta trabeazione. Nella prima cappella a destra ‘Addolorata’ di Giuseppe Ghezzi, ed angeli di Camillo Rusconi. Nella seconda ‘la Vergine appare a S.Carlo Borromeo’ di Alessandro Turchi. Nella terza ‘Natività di Gesù’ di Pietro da Cortona.
All’altare maggiore, su disegno di Antonio Asprucci [1792] ‘Gloria di Angeli’ di Vincenzo Pacetti mentre nella prima cappella a sinistra ‘Liberazione di Pietro’ di Antiveduto Grammatica.
Nell’attiguo ex convento si trova un chiostro rinascimentale a due ordini di arcate e il refettorio con sulla pareti di fondo ‘Le Nozze di Cana’ di Francesco Salviati e il monumento funebre di Eugenio IV scolpito da Isaia da Pisa [1455]