Nata a Catania la giovane Sant'Agata venne uccisa nel 251 d.C durante le persecuzioni dell'imperatore Decio. Testimonianza della diffusione del suo culto è la contemporanea presenza di almeno dieci chiese a lei dedicate nella Roma medievale, delle quali sono superstiti Sant'Agata dei Goti e Sant'Agata in Trastevere.
Particolarmente solenne la celebrazione che si svolge in Sicilia e qui a Roma il 5 febbraio, giorno festivo della santa.
Fondata nel quinto secolo da popolazioni del nord Europa
venne trasformata al culto cattolico nel 592 da San Gregorio Magno che dedicò la chiesa ai santi Sebastiano e Agata.
L'interno è strutturalmente invariato dai tempi della fondazione: dodici colonne, quattro delle quali murate, sorreggono quattordici archi a tutto sesto. I capitelli, ricoperti di stucco, sono gli antichi in pietra sormontati da pulvino, elemento costruttivo interposto tra il peduccio dell'arco e i capitelli delle colonne presente nelle prime basiliche ravennate. Al di sopra delle arcate sono disposti dei medaglioni raffiguranti i Santi Irlandesi e delle tele attribuite a Paolo Gismondi il Perugino (1612-1685) con scene della vita e morte di Sant'Agata. Il soffitto a cassettoni è di Simone Laggi su disegni di Domenico Castelli. (1633) Alla navata destra, sull'altare di Sant'Agata, sono collocate le reliquie delle sante Paolina e Dominanda. Il vicino altare maggiore è costituito da quattro colonne antiche di pavonazzetto e dagli originali elementi cosmateschi del XII secolo. Sotto l'altare sono disposti i corpi dei santi martiri greci Ippolito, Adria, Neone e Maria. In alto, nel catino, la Gloria di S.Agata, forse opera del Gismondi o di Giovan Domenico Cerrini