La chiesa sorge nel VI secolo sull'antico luogo dell'Ara Massima di Ercole, sulla cappella già esistente che si riferiva alla diaconia di S.Maria in Schola Graeca, consegnata in quel periodo ai monaci greci fuggiti dalle persecuzioni.
Su questo nucleo nel 782 avvennero gli ampliamenti per interesse di Adriano I, [772-795] ed è in questa fase che prende l'appellativo di Kosmidion in seguito alle splendide decorazioni interne.
Successivamente venne restaurata sotto il pontificato di Niccolò I [858-867] che vi aggiunse la sagrestia, un oratorio e una residenza diaconale; da Gelasio II [1118] dopo le invasioni normanne di Roberto il Guiscardo [1082] e infine da Callisto II [1119-24] che chiuse il matroneo e ricostruì il portico con il protiro in mezzo. La facciata, a capanna, è scandita da un portico con sette finestre e sette grandi arcate. Affianco il campanile romanico, a sette piani di bifore e trifore, decorato con maioliche colorate. La pianta interna è a tre navate absidate divise da pilastri e da diciotto colonne romane con capitelli in parte antichi e in parte medioevali. Al centro della navata di mezzo è collocata la schola cantorum con amboni e iconostasi. Davanti è situato il
baldacchino in stile gotico-fiorentino opera di Deodato Cosma il Giovane. [1294] Nel muro absidale affreschi del XI secolo, mentre lungo le pareti della navata mediana resti di affreschi dei secoli VIII, IX e XII. Nella Cappella del Coro 'Madonna con Bambino' del XV, in sagrestia 'Epifania' frammento di mosaico a fondo oro degl inizi dell'VIII. La chiesa è conosciuta anche per la Bocca della Verità, risalente al 1632, costituita da un disco di marmo