La fondazione della basilica risale al periodo del Pontefice Liberio, [352-366] istituita sul luogo della miracolosa nevicata del 5 agosto 356 dopo che lo stesso pontefice ricevette la visione della Vergine. Il nome attribuito di Basilica Liberiana e di Santa Maria ad Nives si riferisce all'evento. La costruzione attuale non è inferiore al pontificato di Sisto III, [432-440] il quale la dedicò alla maternità divina della Vergine, definita e riconosciuta dal Concilio di Efeso del 431. Gli scavi effettuati dal 1966 al 1971 hanno fatto emergere inoltre la presenza di resti di età augustea, adrianea e costantiniana. La basilica precedente, costruita nel V secolo, si presentava a tre navate, senza transetto, con nartece e copertura a capriate. Con Niccolò IV [1288-92] è realizzato il transetto e la decorazione dell’abside con affreschi e mosaici. Nella seconda metà del XV secolo il cardinale d’Estouteville aggiunse le volte sulle navate laterali, Alessandro IV [1254-61] il soffitto di quella centrale, mentre nel 1500 vennero create le cappelle laterali. La facciata esterna, a due ordini, con porticato e loggia a tre grandi arcate, fu invece ricostruita da Ferdinando Fuga durante il pontificato di Clemente XI. [1700-1721] Accanto svetta il campanile romanico piramidale fatto costruire da Gregorio XI nel 1377. Subito dopo l’entrata a sinistra si sale sulla loggia, della quale resta la decorazione con due serie di mosaici di Filippo Rusuti appartenenti alla fine del XIII raffiguranti Cristo Benedicente, i simboli degli Evangelisti, la Madonna e i Santi Paolo, Iacopo, Girolamo, Battista, Pietro, Andrea e Mattia. L’interno della basilica si presenta diviso, come in origine, in tre navate divise da trentasei colonne monolitiche di marmo e quattro di granito con capitelli ionici che sorreggono la trabeazione ornata di un fregio a mosaico del V secolo. Il pavimento è in parte cosmatesco, realizzato dalla famiglia dei Cosmati particolarmente attiva a Roma nel XII secolo. Nella navata centrale, subito a destra, è situato il monumento di Clemente IX, concluso da Carlo Rainaldi nel 1671. A sinistra è collocato il monumento di Niccolò IV di Domenico Fontana [1574].
Lungo i muri laterali e sopra la trabeazione scorrono i trentasei riquadri a mosaico del periodo di Sisto III con a destra raffigurate le storie di Mosè e Giosuè, a sinistra di Abramo, Isacco e Giacobbe. Al di sopra dei mosaici, tra le finestre, scene della vita della Vergine in stile manierista datate 1593. Nell’abside, con finestre ogivali a strombo, [una delle prime forme di gotico a Roma] è posizionato il bellissimo mosaico firmato da Jacopo Torriti [1295] raffigurante ‘L’incoronazione di Maria tra il cardinale Giacomo Colonna e Niccolò IV tra due schiere di angeli e i Santi Giovanni Battista, Iacopo, Antonio e i Santi Pietro, Paolo e Francesco’. Nella parte inferiore dell’abside sono murati quattro bassorilievi di Mino del Reame [circa 1474] provenienti dall’antico ciborio. Nella parte di transetto, emerso nel 1931 con la demolizione della volta cinquecentesca, interessanti figure di profeti che oltre a Cavallini si ritengono attribuibili anche a Cimabue o a Giotto giovane. Nella navata destra, nell’adiacente sagrestia, sulla volta e nelle lunette, sono situati gli affreschi del Passignano ed altri rilievi murati di Mino del Reame provenienti dall’antico ciborio. Dal battistero si accede alla cappella dei Santi Michele e Pietro in Vincoli nella cui volta sono dipinti figure di evangelisti attribuiti a Piero della Francesca. La successiva Cappella delle Reliquie venne ristrutturata da Ferdinando Fuga sulla base di dieci colonne di porfido rosso. [1750] Subito dopo la Cappella Sistina o del Santissimo Sacramento progettata da Domenico Fontana [1584-87] a croce greca ed affrescata attraverso la direzione di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra. [1587-89] Al centro è disposto il ciborio bronzeo a forma di tempietto realizzato da Ludovico del Duca, [1590] sostenuto dai quattro angeli di Sebastiano Torrigiani. Per una scaletta si scende all’oratorio del presepio, rinnovato da Arnolfo Di Cambio. [1590] Nel pavimento antistante alla cappella è situata la pietra sepolcrale di Gianlorenzo Bernini e della famiglia. Sulla parete destra in fondo alla navata si trova un’altra importante opera gotica, la tomba del cardinale Consalvo Rodriguez [m.1299] firmata da Giovanni di Cosma con sopra, nell’arcata trilobata, mosaico di ambito cavalliniano. Nella navata sinistra, all’altezza del transetto, è la Cappella Paolina, ordinata da Paolo Val Ponzio. [1605-1611] Gli affreschi nei pennacchi della cupola e nelle lunette sono di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino. Il ricco altare in pietre preziose è su disegno di Girolamo Rainaldi e di Giovan Battista Crescenzi, [1613] gli affreschi nel lunettone e nel sottarco della parete sinistra e destra sono di Guido Reni. [1613] Nella vicina sagrestia decorazione del Passignano mentre nell’adiacente Sala del Capitolo due rarità di pittura senese a Roma: ‘Madonna col Bambino’ di Domenico Beccafumi, e ‘Andata al Calvario’ del Sodoma. [1520] Dopo la Cappella Paolina si giunge alla Cappella Sforza a pianta ellittica con vola a vela, eretta da Giacomo Della Porta e Tiberio Calcagni [1564-73] su disegno di Michelangelo. Gli affreschi sopra l’altare e nel lunettone sono di Cesare Nebbia, l’Assunta’ è opera del Sermoneta. Nella successiva Cappella Cesi, progettata da Guidetto Guidetti nel 1550, ‘Decollazione di Santa Caterina d’Alessandria’ del Sermoneta autore anche degli affreschi. I due sepolcri della famiglia Cesi ai lati sono di Guglielmo Della Porta [1565]