Consacrata nel 432 da Celestino I è ricostruita nel 1733 da Carlo De Dominicis e restaurata nel 1868 da Andrea Busiri Vici. L'interno è a pianta ellittica trasversale con tre cappelle per lato. Nella cappella maggiore 'Cristo in Gloria e i Santi Celso, Giuliano, Marconilla e Basilissa', capolavoro giovanile di Pompeo Batoni. L'edificio, il quale è un caratteristico esempio di architettura chiesistica settecentesca, si riallaccia alle facciate barocche solo per la generica partizione degli elementi che nel forte rilievo e nel movimento pittorico, rivelano la ricerca, da parte dell'architetto, d'una accentuazione chiaroscurale. La notizia più antica della chiesa, dedicata ai due santi antiocheni martirizzati durante la persecuzione di Diocleziano nel 303, risale probabilmente all'anno 1008. L'antico luogo di culto medievale doveva avere un ruolo importante sia per la sua posizione in prossimità di Ponte S.Angelo sia come ultimo luogo di culto al di qua del Tevere, lungo il percorso delle processioni papali che dal Laterano si dirigevano verso il Vaticano: la chiesa era d'impianto basilicale a tre navate con antistante portico colonnato mentre la facciata dava sull'antica, e oggi inesistente, Piazza di Ponte S.Angelo, mentre di fianco s'estendeva lungo l'attuale Via del Banco di Santo Spirito. Nota fino agli inizi del XVI secolo come Platea sancti Celsi la piazza per la sua collocazione era centro di traffici commerciali e finanziari. Il riassetto della piazza e il contestuale ampliamento delle vie dei Banchi avevano reso necessario la demolizione di San Celso e Giuliano, della cui ricostruzione Giulio II incaricava il Bramante. Indirizzo: Vicolo del Curato 12
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