All’interno della Schola Saxonum ('dei Sassoni', da cui l'appellativo in Sassia) esisteva sin dall'VIII secolo una chiesa dedicata alla Vergine (Santa Maria in Sassia) che fu ricostruita nel XII e poi nuovamente per il Giubileo del 1475 (il campanile è proprio di questa fase) durante il pontificato di Sisto IV e infine nel 1538-45 da Paolo III che ne affidò i lavori ad Antonio Sangallo il Giovane.
La facciata, scandita da due ordini di lesene, fu completata da Ottavio Mascherino. L’interno, a navata unica, con profondo presbiterio, ha cinque cappelle absidate per lato. In contraffacciate, ‘Visitazione’ di Marco Pino [1545] e ‘Conversione di S.Paolo’ iniziata da Francesco Salviati e terminata da Francesco Rubiale. Nella prima cappella a destra ‘Pentecoste’ ed affreschi nella volta di Jacopo Zucchi.
Nella seconda ‘Assunzione’ di Livio Agresti, autore della ‘Trinità’ e degli affreschi della quarta cappella. Nella quinta ‘Annunciazione’ e ‘Ascenzione’ [1570] di Giuseppe Valeriano.
La sagrestia è decorata con storie della ‘Schola Saxonum’ da Guidobaldo Abbatini. Nell’abside affreschi di Jacopo e Francesco Zucchi. [1583] Nella quinta cappella a sinistra ‘Martirio di S,Giovanni Evangelista’ di Marcello Venusti. Nella quarta e nella terza affreschi e pitture di Livio Agresti, nella seconda ‘Incoronazione di Maria’ di Cesare Nebbia, autore anche della decorazione della prima